Adoro Fabio Volo... qualsiasi cosa lui faccia lo considero come una sorta di re Mida: tutto ciò che tocca si traforma in qualcosa di intelligente, tagliente, comunicativo, spontaneo: Fabio riesce sempre a travolgermi! Tra le altre cose spesso riesce a spiegare mille particolari di ognuno di noi (me compreso) che nessuno con tale naturalezza riesce a farlo. Riesce a scavare con molta semplicità nei nostri comportamenti abituali che in quanto tali non vengono quasi mai evidenziati. Ogni volta mi sembra di leggere la mia mente. Quest'ultimo libro è una storia talmente bella, emozionante e romantica (ma al momento stesso possibile) che ti fà sognare davvero di viverla in prima persona. Sarà che dice esattamente ciò che nessuno dice e cioè che ormai si ha paura dell'amore e di amare... sarà che ha un fantastico lieto fine e uno stile unico... Lo leggi e ti sembra di essere in un sogno che vorresti vivere subito e aspetti di sapere se mai avrai la fortuna di viverlo. Un libro nel quale è impossibile non ritrovarsi, magari mentre passeggiamo per una via di Pragaa o ci rilassiamo in un parco viennese. Un libro che non si smette di leggere con l'ultima pagina, benchè questa ci lasci con una frase che è quasi una sentenzia: IL PROBLEMA NON E' QUANTO ASPETTI, MA CHI ASPETTI. La dedica nella prima pagina del romanzo è “A lei”, e già ci si ferma a immaginare il volto di questa donna fortunata, una fidanzata, una ex, o forse meno banalmente la mamma o la nonna. In effetti le figure femminili, anche in questo nuovo romanzo di Fabio Volo, sono tante e preponderanti. Prima tra tutte la mamma, maniaca dell’ordine e della pulizia, sempre attenta a ogni minimo particolare della vita e dell’umore di Giacomo. Poi c’è la nonna, la classica nonna che sostituisce la famiglia assente, e protegge, coccola ma soprattutto racconta le storie del passato e le perle di una saggezza antica. Infine Silvia, l’amica del cuore schietta e generosa, la prova che l’amicizia tra un uomo e una donna è possibile… dopo esserci andati a letto con scarsi risultati. Il mondo che circonda il protagonosta, Giacomo, è tutto rosa; una vita tranquilla in una metropoli, fatta di lavoro, palestra, week-end con gli amici e qualche avventura. Niente che si possa definire veramente emozionante, nessun coinvolgimento. Una vita vissuta in superficie, con l’intento preciso di non lasciarsi attraversare dagli eventi, di rimanere impassibili, lucidi e freddi. Ma quanto può durare questa situazione di sospensione distratta delle emozioni? E lei, Michela, anche se non la stai affatto aspettando, un bel giorno arriva e mette in dubbio ogni tua certezza. La donna seduta sul tram, quella che ogni mattina fa la tua stessa strada per andare al lavoro, vive nella tua città, si sveglia alla stessa ora, respira la stressa aria. Il caso, forse, ma solo fino a un certo punto, perché poi uno sguardo, un guanto lasciato cadere e un caffè preso di fretta, dipendono solo da te. Il caso offre l’occasione per una scelta, ma poi è lui, Giacomo, a decidere di fidarsi del suo istinto e di correre un "rischio": quello di mettere da parte quell’atteggiamento cinico e sprezzante che si appiccica addosso a tutti i single! Vivere un nuovo amore, secondo Volo, significa innamorarsi di una nuova parte di se stessi, scoprirsi diversi e piacersi, lasciare andare i pensieri in libertà e non avere paura di dire o fare cose sciocche, di essere giudicati. Un passaggio della vita che è come una magia, da cogliere al volo. Come gli altri romanzi di Fabio Volo, “Il giorno in più” ha il pregio della leggerezza senza cadere nella banalità, si gusta in un fiato, riesce a sorprendere il lettore anche con messaggi semplici, ad insegnare, soprattutto, che la vita va sempre presa con un pizzico di intelligente ironia. |